Tradizioni vive
Un frammento di cultura popolare altoatesina
Se vuoi capire davvero l’anima di un territorio, basta guardare alle sue tradizioni e usanze. Alcune affondano le radici nella cultura contadina, altre sono legate al calendario religioso, alla storia movimentata della regione o al paesaggio stesso. Le usanze uniscono le persone e raccontano verso l’esterno ciò che l’identità di un luogo custodisce nel profondo.
Schuachplattln
Atmosfera assicurata
È una danza popolare tradizionale, e anche una delle più affascinanti: lo Schuhplattln. Il nome deriva dal ritmo delle mani che battono sulle scarpe e sui polpacci. Lederhose e dirndl sono immancabili, proprio come i movimenti tipici della danza. Nato nell’area alpina, lo Schuhplattln è parte integrante delle feste religiose e delle celebrazioni nei paesi, senza limiti di età. Più identità regionale di così non si può.
Goaßlschnöller
Si fanno sentire eccome
Un tempo serviva a guidare il bestiame e a comunicare tra gli alpeggi dell’Alto Adige: il Goaßlschnölln nasce proprio dalla tradizione alpina. Oggi la Goaßl, una frusta da carrettiere con manico, corda in cuoio e punta, viene fatta schioccare durante feste e sfilate. Esistono persino campionati provinciali dedicati a questa disciplina. Uno spettacolo che non passa inosservato quando i Goaßlschnöller entrano in azione.
Il costume tradizionale
Lederhose e dirndl, semplicemente perfetti
Ogni regione ha il suo costume tradizionale. Unico e inconfondibile. Già solo a Brixen Südtirol cambia da valle a valle e talvolta persino da paese a paese. Lederhose e dirndl si indossano nelle occasioni speciali, durante l’anno liturgico o nelle feste del borgo. E anche se oggi si parla spesso del significato del fiocco del grembiule o dei ricami sui pantaloni in pelle, alla fine conta soprattutto una cosa: vivere con orgoglio le proprie tradizioni locali.
Transumanza
Il ritorno sicuro dopo una lunga estate
Quando in autunno gli animali tornano dagli alpeggi in quota verso valle insieme alle contadine e ai contadini, c’è molto più di un semplice motivo per festeggiare. È un evento che racconta radici profonde e tradizioni autentiche. Mucche decorate a festa, il paese in attesa, musica, Schuachplattler, Goaßlschnöller e specialità da gustare: tutto questo prende vita ogni anno tra metà settembre e metà ottobre.
San Nicolò e Krampus
Oggi succede qualcosa di speciale
Mantello rosso, barba bianca, mitra e pastorale: da noi San Nicolò arriva già il 5 dicembre, con la grande sfilata che attraversa i paesi, naturalmente accompagnato dai suoi angeli. E sì, i bambini buoni ricevono una ricompensa, mentre per chi non si è comportato bene... Con le sfilate dei Krampus, ormai parte integrante dell’Avvento nell’area alpina, l’atmosfera invece si fa più cupa: figure demoniache con maschere, corna, catene e campanacci percorrono le strade. In Alto Adige si contano circa 1000 Krampus attivi. Il loro compito sarebbe quello di scacciare gli spiriti maligni, ma soprattutto incutono rispetto e regalano uno spettacolo travolgente. Un contrappunto simbolico al mite San Nicolò. In fondo, gli opposti si attraggono.
Fuochi del Sacro Cuore
Un fuoco d’amore al solstizio
Quando la seconda domenica dopo il Corpus Domini si accendono i fuochi sulle montagne, disegnando croci, cuori o simboli cristiani, in Alto Adige si rinnova il ricordo della resistenza tirolese. Minacciati dalle truppe di Napoleone I, nel 1796 i ceti del Tirolo si riunirono a Bolzano e promisero solennemente di affidare la terra al Sacro Cuore di Gesù. Andreas Hofer rinnovò il voto prima della battaglia del Monte Isel contro francesi e bavaresi. Le truppe tirolesi guidate da Hofer vinsero e questa tradizione continua ancora oggi.